Azioni Parallele

NUMERO 4 - 2017
Azioni Parallele
è una rivista on line a periodicità annuale, che continua in altre modalità la precedente ultradecennale esperienza di Kainós.
La direzione di Azioni Parallele è composta da
Gabriella Baptist,

Aldo Meccariello
e Andrea Bonavoglia.
La distribuzione è affidata a Ergonet (VT).

La sede della rivista è Roma.

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Joseph Francese, Vincenzo Consolo - Gli anni de "L’Unità"

 

 

Joseph Francese

Vincenzo Consolo.
Gli anni de ‘L’Unità’ (1992-2012), ovvero la poetica della colpa-espiazione

 

 

University Press, Firenze  2015,

pp. 252, ISBN 9788866557524 

 

 

 

 

Il volume curato da Joseph Francese, ordinario di letteratura italiana alla Michigan State University, è stato pubblicato per l’editrice University Press. Non si può non provare una piacevole sorpresa nel leggere un libro semplice nel complesso, ma con uno stile di scrittura rigoroso e impegnato. Il contributo del testo è chiaro: esplorare gli anni più importanti di un intellettuale italiano che vive scrivendo, e che scrive seguendo i propri valori morali, senza essere tradizionalista. Stiamo parlando di Vincenzo Consolo, scrittore, saggista e giornalista, attivo collaboratore del quotidiano “L’Unità”. Il libro intende ricordare a tutti noi la sua attiva presenza nella cultura italiana, il suo percorso intellettuale e morale, nonché la ricca produzione narrativa, coerente con i propri principi morali, tanto da presentare alla nostra attenzione il nuovo intellettuale che opera attivamente nella società contemporanea.

Cosa vuol dire oggi essere intellettuali siciliani? Evitando eventuali stereotipi riflettiamo invece sulle espressioni: formazione culturale, sincerità, energia positiva, volontà di coerenza, sentimento e apertura verso l’Altro, caratteristiche che appartengono a Consolo.

Tra il 1992 e il 2012, collabora con il quotidiano “L’Unità”, come giornalista impegnato, interessandosi agli aspetti sociali del ventennio e, come pensatore politico, volge lo sguardo agli eventi più importanti dell’epoca. Crede nella necessità di un impegno maggiore verso le problematiche sociali che hanno contraddistinto il decennio 1990. Come uomo si sente partecipe delle questioni sociali, come scrittore è il saggio conoscitore delle questioni linguistiche al punto tale da azzardare felici proposte sperimentalistiche sulla lingua italiana e sul dialetto. Il libro di Joseph Francese indaga, nella sua complessità, il profilo dell’intellettuale italiano posto oltre i paradigmi tradizionali, così lontani dal profilo classico del tradizionale scrittore e saggista. È naturale chiedersi qual è la funzione della letteratura, che per Consolo ha avuto un significato fondamentale nella sua vita di uomo e di scrittore e di saggista impegnato nel sociale, come se fosse un reale incontro con l’Altro.

Il dialetto siciliano è un idioma spesso considerato un derivato linguistico che fa sorridere gli alieni della cultura, i quali spesso prediligono le pronunce linguistiche più nordiche, considerate più eleganti. Questo atteggiamento è tipico di una élite definibile “extraterrestre” rispetto all’attuale realtà circostante. Mentre la nostra ricchezza culturale e linguistica ha le origini anche nella rete complessa della tradizione linguistica storica del sud d’Italia, nell’influenza che le dominazioni spagnola e araba hanno lasciato non solo nei lemmi più usati, ma anche negli stili del discorso, citati da Consolo. Per lui, sperimentare lingua e dialetto vuol dire creare una ricchezza dialogica nel coinvolgimento positivo del prossimo. Recuperare le forme dialettali è essenziale e lo stile che ne deriva è definito da Joseph Francese “barocco”. Lo stile di scrittura narrativa ha una duplice forma: scrivere con espressioni appartenenti a un linguaggio felicemente sperimentale e narrare per essere fedele a se stesso, e in particolare alla propria volontà di seguire l’etica della responsabilità intellettuale. L’obiettivo principale è creare una forma narrativa che possa conciliare tutto questo.

L’etica della responsabilità intellettuale è il tema ricorrente dei Quaderni del carcere di Antonio Gramsci. Intellettuale organico e intellettuale individuale sono i due percorsi tematici che bene analizzano la funzione dell’educatore sociale, dell’uomo del suo tempo negli anni in cui Gramsci era attivo (1890-1934). Tuttavia si tratta di un’analisi che è, senza alcun dubbio, attuale nell’epoca dello straordinario sviluppo inter-culturale e multi-mediatico. Senza dubbio, Consolo interpreta questa funzione nel miglior modo possibile nel complesso contesto socio-culturale in continua trasformazione. A tale proposito Edward W. Said scrive che ognuno di noi ha un ruolo specifico nella società, appartenente a una nazione che ha lingua e tradizioni ben note e con una storia unica che la contraddistingue e si domanda: “in che misura gli intellettuali sono al servizio di queste realtà e in che misura si oppongono a esse?” (Dire la verità. Gli intellettuali e il potere, Feltrinelli, 2014). Sembra proporci un quesito difficile a cui rispondere, ma in realtà è l’invito a meditare sulla condizione odierna in cui stiamo vivendo. Credo che anche Consolo abbia pensato indirettamente questo.

Per lui il rapporto dell’intellettuale con le istituzioni è di fondamentale importanza e ha un ruolo determinante. Deve essere indipendente dalle pressioni esterne che potrebbero travolgerlo, ma non va considerato un esiliato volontario dalla realtà, anzi vero è il contrario, perché sta operando nella società e per la società, usando lo strumento di comunicazione più immediato e più semplice: il linguaggio. Vuole raccontare la verità e riflettere sul ruolo che lo ha impegnato per buona parte della sua vita, fiducioso dei principi etici che lo guidano. Perciò raccontare la realtà della sua terra natia è stata un’avventura scelta per passione, come se fosse una missione naturale, come parlare della propria famiglia, della propria casa in cui un giorno accadono cose liete, e il giorno seguente fatti tristi. Ma sempre viva è la volontà di mostrare la storia e tradizioni della bella Sicilia, regione localizzata agli antipodi della nostra penisola, ma splendente di colori come un dipinto di Claude Monet. Sicuramente è un suo modo per narrare anche quanto sia importante considerarla il luogo di passaggio del Mediterraneo. Il suo impegno attivo è recuperare e mostrare l’immagine corretta della regione, troppe volte falsata dagli stereotipi.

Nel saggio dedicato a Consolo, Joseph Francese ha voluto ripercorrere le fasi più importanti della vita dello scrittore, eccellente romanziere ed erede di Sciascia e Vittorini, del saggista moralmente impegnato nel sociale e del giornalista dell’Unità che considera la comunicazione un impegno morale. Ma il libro che presentiamo certamente non può essere definito solo una biografia, perché è un saggio di carattere narrativo che ci introduce nella realtà concreta di un importante intellettuale italiano contemporaneo. Lo scrittore che risveglia in noi l’immagine di un’isola, ponte sicuro di ricca cultura nel Mediterraneo, per scoprire un mondo sommerso e nascosto dall’ingenua incapacità di conoscere le culture del nostro Sud d’Italia, eliminando strani e pittoreschi pregiudizi.

E come Sciascia entra nel “cuore della Sicilia”, anche noi potremmo curiosare ed esplorare la natura straordinariamente bella di un luogo sommerso e nascosto agli occhi di molti. Il mare color del vino non è un’immagine che possa intimidirci, semmai dovrebbe sorprenderci come elemento di grande energia e vitalità in una terra fertile di intellettuali di eccellente talento che descrivono sapientemente il contesto sociale e naturale. Navigare con la fantasia e l’immaginazione ci guiderà lontano, permettendoci di conoscere qualcosa che finora non abbiamo mai considerato. A me sembra che il cuore della Sicilia sia presente nei bei versi di Leonardo Sciascia che voglio proporre: 

Gli antichi a questa luce non risero, 
strozzata dalle nuvole, che geme
sui prati stenti, sui greti aspri,
nell’occhio melmoso delle fonti;
le ninfe inseguite
qui non si nascosero agli dèi; gli alberi
non nutrirono frutti agli eroi.
Qui la Sicilia ascolta la sua vita. *

 

* Leonardo Sciascia, La Sicilia, il suo cuore, in Opere 1984-1989, a c. di Claude Ambroise, Milano, Bompiani, 2002,p. 973.